sabato 27 gennaio 2007

Scuola TRASformata

Riforma Moratti addio. La scuola volta nuovamente pagina.
Ma quante riforme ci saranno state negli ultimi anni? Ognuno cerca di restituire "dignità" alla scuola. Ma come devono sentirsi questi ragazzini che si trovano al centro di questi cambiamenti, tra 2 anni l'esame di maturità sarà così, no l'anno prossimo sarà cosà... poi arrivi in 5^ e l'esame è tutta un'altra cosa...
Esame in 5^ elementare, tolto.
Esame in 3^ media, chi lo sa?
Diploma, si ritorna alle commissioni miste e all'esame di idoneità o no?
La Finanziaria ha sottolineato l'obbligo della scuola fino a 16 anni.
Qui i ragazzi non hanno futuro, non sanno che scuola scegliere, e di certo queste continue modifiche non gli aiuteranno!
Questa riforma prevede che rimangano solo i seguenti Licei: Artistico, Classico, Linguistico, Musicale (?), Scientifico e di Scienze Umane (?).
Scompariranno invece quello Economico (!) e Tecnologico (!!!) e ad essi verrà affiancata "con pari dignità" un'area tecnico-professionale. Vale a dire?
Nasceranno poi i Poli tecnico professionali, "almeno uno in ogni provincia" (ma siamo sicuri???).
Ma il bello viene qui: le scuole pubbliche potranno essere finanziate da donazioni di privati. Cosa??? I nostri soldi vanno alla scuola privata; i tagli alla scuola pubblica sono destinati al bene degli istituti privati (a cui di certo non mancano soldi...) E io, per mandare mio figlio alla scuola pubblica, devo sperare che qualche buonanima faccia una donazione alla scuola??? Devo pagare tasse di iscrizione fuori di testa; pagare per farlo mangiare a una mensa che fa veramente schifo; pagare centinaia di € di libri ogni anno (specie a medie e superiori) che non apriranno nemmeno; libri che cambiano ogni anno, in modo da non poter passare tra fratelli o cugini. E questa è la scuola dell'OBBLIGO. Ma obbligo di che??? Obbligo di pagare. Punto.
E quando usciranno di lì, i diplomati, troveranno un lavoro?
O dovranno continuare a pagare 1600€ di tasse universitarie (senza contare i libri e l'alloggio per gli studenti fuori sede, o i biglietti di treno e bus per i pendolari), per non avere la certezza di un lavoro?
Perchè, invece di continuare a mettere le mani in una scuola pensando solo al presente, non si inizia a pensare al futuro di questi ragazzi? A modificare questo schifo di mondo del lavoro?

Giulya

4 commenti:

miki ha detto...

che ministro della scuola saresti, grande giulyaaaaaaaaaaaaaaaaa

Ciarbe ha detto...

che leccaculo sei mikyyyyyy

Anonimo ha detto...

Ragazzi, i vostri commenti lasciano il tempo che trovano, e le vostre schermglie amorose le potete fare in privato. Piuttosto ritengo che ci sia una punta di qualunquismo nell'ultimo passaggio. "cambiamo questo schifo di mondo del lavoro". Vorrei sapere come, e vorrei avere dei commenti più articolati. Non pensate di potervi presentare agli altri blogger con superficialità. Se vuoi cambiare il mondo del lavoro, prima impara a conoscerlo. E' per questo che il blog è parte centrale della didattica di questo corso, ed è per questo che i frequentanti saranno tenuti a portare all'esame tutti i loro interventisu questo blog. Inoltre vi interrogherò sui post teorici che ho inserito. CHiaro? Datevi da fare? QUando vedrò, da parte di Miki per esempio, un commento che superi le tre righe fondato su contenuti originali, potrete anche scherzare tra voi. Giulia: il tuo è un tentativo di servizio che offre il destro alle critiche indiscriminate che ci arrivano. puoi fare di meglio. Cambiare il lavoro? come?perchè? che vuol dire cambiare questo schifo di mondo del lavoro?
Aldo Acerbi

Giulya ha detto...

Ok, prof, forse "questo schifo del mondo del lavoro" è stato un po' troppo azzardata come espressione... Ma quando mi prendono i 5 minuti... Insomma, io non credo che in Italia non si possa fare una cosa come in altre Nazioni. In Francia e in Galles, ad esempio, gli studenti dei licei fanno anche esperienze pratiche, iniziano a toccare con mano il mondo del lavoro, a specializzarsi o perlomeno a farsi un'idea. In Italia esci dalle superiori e hai soltanto un fardello di teoria, ma ti devi fare bene le ossa! Ho un'amica Gallese, per portare un esempio pratico, che ha deciso di fare la stilista; al Liceo, oltre a studiare tutte le altre "subjects", aveva molte ore in più di materie relative alla moda, con tanto di manichino in camera per disegnare, tagliare, cucire vestiti. Una esce dalla scuola e (se non trova lavoro) prlomeno si mette in proprio! Suo fratello invece, più grande, ha scelto l'indirizzo musicale e suona 4 strumenti. Finito il liceo si è iscritto all'Università e porterà avanti lo studio musicale. Potrà poi andare ad insegnare o continuare la carriera di muscista come preferisce.
In Italia invece... Io ho scelto il liceo linguistico negli anni in cui c'era il "boom"; ti dicevano che dopo avresti trovato lavoro senza problemi e senza la necessità di dover andare all'università. Bugiiiaaa!! Lavoro lo trovi se ti va bene fare la barista o la commessa... Quindi mi sono iscritta all'Univ negli anni del "boom" di Comunicazione... Mah, staremo a vedere...
Quello che voglio dire è che una Ragioneria, piuttosto che un professionale, o un Albelghiero, ti mettono la materia prima in mano, ti danno le conoscenze e gli strumenti necessari e ti dicono: lavora! E dopo il diploma un elettricista, un idraulico, un cuoco, un ragioniere lavoro lo trova con non troppa difficoltà... Un linguistico, un classico, uno scientifico... Boh! Ti "obbligano" ad andare all'Università.
Secondo me la riforma che potrebbe servire è quella di inserire più pratica nei licei; la riforma prevede poli tecnologici in ogni provincia. Purtroppo si fa presto a scrivere nero su bianco, ma bisogna vedere quanto tempo ci voglia per vedere realizzato il tutto.
E comunque la cosa che m manda più in bestia sono le donazioni dei privati alla scuola pubblica che, eventualmente, non riesce a tirarsi su a causa della mancanza di fondi. Voglio dire che non è giusto che i genitori debbano sborsare milioni per far studiare i figli a una scuola dell'obbligo, dove spesso mancano computer, aule, fogli per fare fotocopie,... Non sono giuste tante cose della scuola italiana; purtroppo non spetta a me cambiare le cose e non ho neppure le competenze per giudicare. Mi rendo conto dell'ignoranza mia, come di quella di alcuni miei coetanei, sprattutto in materie come geografia e storia, per non parlare della grammatica.
Sarebbe bello fare un'inchiesta su quento sanno i diplomandi su queste materie. E magari vedere la differenza di risposte tra Professionale, Classico, Scuola d'Arte... Mi organizzerò...