domenica 21 gennaio 2007

I had a dream

Cominciamo con qualcosa di leggero. La nostra redazione esterna di Firenze ( stagisti a 100 euro al mese) ci invia questo testo:

Stamattina

Ore 07.50. La sveglia suona… “ mmmmmm, è ancora presto, l’orologio va avanti, altri 5 minuti, poi mi alzo, giuro…”

Ore 08.00. La sveglia suona di nuovo… “cazzo ho detto altri 5 minuti, ho sonno: voglio dormire”

Richiudo gli occhi pensando che mi sarei svegliato infastidito e rassegnato alle 08.20 come al solito, giusto in tempo per pensare all’ufficio, farsi venire i sensi di colpa, fare tutte le cose di fretta ed arrivare al lavoro col fiatone. Oggi però, è successo qualcosa di diverso. Solitamente quando ci si riaddormenta la mattina appena frastornanti dal risveglio, si riprende il sogno fatto la notte precedente, peggiorandolo incredibilmente. Siete li, sul punto di concludere con la gnocca di turno, quando uno stramaledetto rumore vi sveglia e riabbassando le palpebre vi ritrovate a cena con vostra nonna, o magari da solo, in ogni caso con il conto da pagare. Stamattina invece il mio sonno è ricominciato ex novo, precisamene dal giugno 2008. Finale degli europei. Ancora Italia vs Francia. Si comincia con un pesantissimo uno a zero per loro. Poco dopo il pareggio, infine la tragedia: 3-1 per la Francia con pochi minuti allo scadere. Non so per quale motivo mi allontano dal televisore. Tornato in stanza mia sorella mi urla che abbiamo segnato due reti e che sta succedendo l’impossibile. Mi incollo allo schermo. Rimpallo a centrocampo al 90. la palla finisce sui piedi di Totti che fottendosene del regolamento Fifa ha le maniche rovesciate e tirate su sino alle spalle, come il Mark Lenders dei tempi migliori ( perdonatemi se ho scritto male il nome). Bordata dai 30 metri, palo, rete; 4-3. sono gia aggrappato al soffitto quando l’arbitro annulla tutto. Lo stadio è l’inferno, il resto del mondo anche: endorfina come se piovesse. Un raggio di sole mi bussa forte sugli occhi.

Ore 08.50 panico. Faccio il minimo indispensabile per rendermi presentabile. Esco dopo 5 minuti, ma stranamente il mio passo è lento. Sorrido.

Arrivo in ufficio e naturalmente sono tutti al loro posto tranne me. Questa volta non so cosa cazzo inventarmi. La sveglia si è rotta, io mi sono rotto, al posto dello zucchero ho messo il sale nel caffé e ho vomitato per mezz’ora. Vacillo. Magari l’attacco frontale funzionerebbe: “ vergognarmi io!? Vergognatevi voi massa di nazisti, affama modelle, cocainomani del cazzo!”. No, non funzionerebbe. Nazismo a parte, le altre due cose.... Sono alle strette, non resta che confessare: “scusate il ritardo, perdonate la mia negligenza, abbiate pietà della mia noncuranza, ma… stavo sognando”.

Dedicato a tutti coloro che ogni mattina rischiano il lavoro per quei meravigliosi altri 5 minuti di puro incanto.

Lettera Firmata Firenze

4 commenti:

miki ha detto...

altro che testimonianza sul lavoro

miki ha detto...

comunque molto carino...

care ha detto...

boia è stupendo! leggendo sogni anche te quei tanto adorati cinque minuti

Giulya ha detto...

Dopo stamani... sarà meglio che la mattina resti a letto, tante volte non vale la pena alzarsi, studiare, farsi il cesto, andare a lavorare x essere incastrati dal capo e vedere che quel fannullone che non sapeva nemmeno accendere il Pc (ma sapeva "leccare" bene) ha avuto una promozione.
A volte è meglio sognare, inventarsi un mondo che non c'è, ma che è come noi lo vorremmo... Sognare, immaginare, SPERARE!
Sognare è speranza, sognare è trovare quel poco di felicità in un mondo dove non ci sono problemi, dove ogni cosa che fai è stupenda, dove sei sempre felice... Finchè la sveglia non suona e ti fa sbattere il muso contro quella gelida realtà. Vedi la tua faccia stanca e stravolta allo specchio e sai che dal quel momento devi iniziare a correre, a sbrigarti, a spaccarti in 5 mila x concludere qualcosa di buono... E non sempre raggiungi l'obiettivo... La vita è questa: SPERARE CHE TUTTO VADA BENE, che un pizzico di quello che sogni si avveri, un giorno. Forse oggi, forse domani, forse quando ti sarai dimenticato di tutto quello che speravi così tanto, con i pugni stretti e gli occhi serrati...
Forse quel giorno il mondo ti sorriderà... Quel raggio di sole che ti sveglierà il mattino, ti seguirà poi per tutta la giornata...
Forse quel giorno potrai chiedere al tuo (ormai ex-) capo di portarti il caffè. "E che sia bollente!... Pleeeasee!"
E' per tutto questo che continuo ad alzarmi la mattina... e a sognare, anche ad occhi aperti!