lunedì 19 febbraio 2007

CALL SUBURBIA

E' tornato Antonio, quello giovane che sgobba a Milano. Dove capita che ci si trovi, con un manipolo di disperati, a disputarsi un lettore MP3 come premio per essere stati i migliori impiegati del mese. Dove? Leggetelo qui sotto.
W.C.

"Sono Sonia e la sto chiamando dal centro ricerche World
Wide, stiamo assegnando a 40 famiglie delle sua città un
corso di inglese totalmente gratuito della durata di 5 mesi,
naturalmente un solo membro della sua famiglia potrà
usufruirne..."
così inizia il turno lavorativo di Sonia al call center di
via Maffucci, periferia est di Milano.
Anch'io lavoro li. Per la "motivation" mi raccomandano di
arrivare 10 minuti prima dell'inizio del turno lavorativo
serale (dalle 17 alle 21).
E' il momento in cui si comunicano i risultati ottenuti dal
gruppo, i più bravi possono partecipare ad una lotteria
che ha in palio per questo mese
un lettore mp3. E' il lavoro che ho trovato subito dopo aver
fatto un mese di volantinaggio. A dire il vero mi hanno
chiamato a loro, io avevo comprato il giornale con gli
annunci lavorativi, e lo stavo consutando quando squilla il
telefono di casa e una donna dall'accento straniero mi ha
illustrato la possibilità di guadagnare facendo delle
semplici telefonate, "io non pensavo di guadagnare così
tanto quando ho iniziato", e così mi convinse a provare.
Al colloquio che ho affrontato il giorno dopo, mi è stato
presentato un foglio con delle domande da compilare.
Per prima cosa l'età poi la disponibilità specificando
gli orari, la possibilità di lavorare di sabato, e infine
un giudizio sulle proprie capacità lavorative.
Facilissimo farsi assumere. Dopo il foglio seguiva un
colloquio che ho affrontato con altre due persone. Un uomo
sui 50 anni, appena stato licenziato che ostentava la sua
dignità dicendo "potevo lavorare altri due anni, ma ho
preferito fermarmi", e allora che cazzo ci sei venuto a fare
qua? (ho pensato), e così deve aver pensato anche la
responsabile perchè quell'uomo non si è mai visto a
lavoro, e poi c'era anche sonia che sul foglio non aveva
scritto l'età, ma è stata presa lo stesso.
Il secondo passo consiste in un corso in cui ci illustrano
il "prodotto", e ci insegnano a parlare con le persone che
rispondono al telefono.
Una presentazione powerpoint, dei fogli stampati con le
frasi di approccio e perfino come ribattere alle risposte
negative.
Non si può uscire dall'edificio durante il turno di
lavoro, per i fumatori c'è un bagno minuscolo con una
finestra che guarda sui tetti dei palazzi adiacenti al
nostro, e c'è un cartello sul muro con su scritto "pulire
la cenere dal lavandino". Le macchinette del caffè e
quelle con la roba da mangiare
si accendono solo per i dieci minuti di pausa di ogno turno,
bisogna affrettarsi per evitare di finire in fondo alla
fila.
La signora che mi ha chiamato mi riconosce dalla voce,
avrà quasi 50 anni, è una bella donna. Mi dice che i
guadagni crescono col tempo, si comincia a guadagnare bene
dal secondo mese in poi. Sonia ha 36 anni e due figli da
mantenere da sola, vive con loro e con la madre.
Nei dieci minuti di pausa mentre è in bagno a fumare li
chiama col cellulare perchè quando arriva a casa loro sono
già a letto.
Un signora con i capelli biondi viene lo stesso nel bagno
anche se non fuma più " ne fumavo 80 al giorno, fino alle
11 non riuscivo a parlare".
Ha un marito che la aspetta a casa e si lamenta perchè
finisce troppo tardi di lavorare.
Gli altri mi parlano di milano, negli anni 70 quando l'acqua
non era potabile e i milanesi hanno pagato una tassa per
ottenerla per sempre.
PER I FUMATORI : PULIRE LA CENERE DAL LAVANDINO (con quella
stessa acqua), mi parlano dei costi delle case che aumentano
sempre di più.
Poi c'è Giovanna che è la capoufficio. Deve controllare
che la gente lavori, e deve consigliare i novellini. Indossa
delle scarpe coi tacchi per cui si sente arrivare quando
passa tra le file di computer dove siamo noi con le nostre
cuffie e i nostri indirizzi che scorrono sullo schermo.
Possiamo chimare a napoli o a genova, gli ultimi molto meno
loquaci dei napoletani. Davanti al call center c'è una
chiesa con un campo di calcio a 7.
i tunisini si ritrovano il pomeriggio e giocano per ore con
tanto di arbitro e proteste connesse. Mi fermo a fumare una
sigaretta prima di entrare e li guardo, mentre il campionato
italiano è fermo per i tafferugli di catania.
Due giorni dopo mi arriva un altra telefonata, un agenzia
pubblicitaria a cui avevo mandato il curriculum mi invita ad
un colloquio.
Da una settimana lavoro li dalle 9 alle 6 di sera, addio
part time, e benvenuta la possibilità di guadagnare
facendo quello che so fare veramente,
con tutti i limiti imposti dal lavoro stesso. Da una
settimana non vedo più i miei compagni di call center.
Quella che per me è stata una parentesi interessante per
loro è la necessità per portare a casa dei soldi. Addio
periferia, spacciatori e prostitute che incrociavo sulla
strada che mi portava alla metro la sera quando finivo di
lavorare, addio alle loro vite autentiche e agli aspetti del
lavoro che rendono le persone sincere.
benvenuta stabilità.


Antonio

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Stabilità, stabilità. Aspetta almeno che ti assumano per parlare di stabilità. Tunisini e Mignotte, poi, sono certo che li incontrerai ancora su altre strade, magari quelle intorno a casa tua ( conoscendo Milano!).
aldo

Giulya ha detto...

Bellissimo leggere la tua vita... stavo in pena durante il racconto del call-center... Con la fila alle macchinette, come quella alla mensa dei poveri... una vita un po' da carcerati... Un enorme in bocca al lupo per il tuo nuovo lavoro, ti sono nel cuore! Spero davvero che diventi un lavoro stabile e non un'altra parentesi di passaggio...